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Eventi
E' Alessandro Colombis lo chef Gvci dell'anno 2007
Dopo Vincenzo Perez, Executive Chef dell' Hotel Phoenicia InterContinental a Beirut, che l'anno scorso ha ricevuto lo speciale
riconoscimento come Chef dell'Anno da parte del Gruppo Virtuale Cuochi Italiani (Gvci - www.gvci.org), quest'anno ad aggiudicarsi il titolo è
stato lo chef Alessandro Colombis.
Un premio ampiamente
meritato. Alessandro Colombis, ha infatti lasciato il suo lavoro a
Shangai per andare a gestire (gratuitamente) per 8 mesi la scuola
alberghiera “albergo Don Bosco di Sihanukville” fondata da Fratel Roberto Panetto, Padre Carlo Velardo e i loro confratelli
salesiani che lavorano in Cambogia in aiuto dei più deboli.
E' stato proprio Don Carlo
Velardo a richiedere al GVCI* il bisogno di volontari ed è stato
Alessandro a rispondere con tanta generosita' all'appello ed ora si
trova al Don Bosco per aiutare i giovani della scuola alberghiera a
formarsi una professione.
Il Presidente Mario Caramella
e il Consiglio del GVCI hanno voluto premiare Vincenzo non solo per la
sua bravura e il suo impegno ma anche per il coraggio dimostrato. Il
premio consiste in una menzione speciale e si sta già pensando di
offrire una padella in rame dove saranno intarsiati i nomi dei
vincitori. La padella verrà custodita, anno per anno, dal premiato di
turno.
Moltissime sono state le congratulazioni arrivate, tramite mail, a Colombis dagli amici del Forum del Gvci.
Per tutti citiamo Francesco Farris,
Executive Chef Arcodoro & Pomodoro di Dallas, che ha scritto:
“Altro che stelle Michelin!!!! !!!!!!!. Questo premio ha il valore di
un intero cielo stellato....” e poi riprendiamo una bellissima
lettera/testimonianza della givuccina Silvia Caramella:
“Caro Alessandro Colombis e cari amici del forum,
permettetemi una riflessione sul
premio e sul ruolo che tu e i tuoi colleghi impegnati nella
ristorazione svolgete quotidianamente.
Anzitutto ritengo il premio
meritatissimo, e mi fa particolarmente piacere, come ex-missionaria,
vedere l'accordo generale nel riconoscere che il GVCI valuta l'opera
globale dei suoi membri, e non le stelle, la visibilita' mediatica o
solo la qualita' della cucina. Il GVCI valuta la persona, la capacita'
di comunicare il valore altamente simbolico di chi lavora con il cibo.
E' proprio sulle parole
"comunicare" e "simbolico" che sta il segreto dell'importanza del
vostro lavoro, cari chef & affini: voi, attraverso l'amore per il
cibo e la sua preparazione comunicate (lett.=fare comunione), perche'
la condivisione del cibo e' la forma piu' alta di comunicazione. E il
valore simbolico (simbolo= unire insieme, unione della parte visibile
con la parte invisibile)sta proprio li', nella carica di rispetto e
amore che portate verso il cibo di cui si nutriranno gli altri, e verso
le altre persone.
Pensiamo allo splendido film
"Il pranzo di Babette", e' una sintesi magistrale del concetto di
"comunicazione simbolica" dell'arte culinaria.
Ecco perche' non si puo' che
essere d'accordo con il premio ad Alessandro Colombis: credo che tutti
i membri del GVCI semplicemente riconoscano che nella loro mission, il
valore piu' alto resta sempre la "comunicazione simbolica", e credo che
il fatto di condividere il cibo e la sua preparazione con coloro che
piu' necessitano di questo sia proprio il punto da dove e' nato tutto
cio'.
Tutto questo lo dico con tanta
ammirazione e invidia: sono stata una pessima missionaria come aiutante
in una panetteria in Brasile, tanto pessima che alla fine mi hanno
messa a fare l'autista e la raccolta di fondi, lasciandomi entrare in
cucina solo per lavare i piatti...
Silvia”
* I membri dell'associazione GVCI, un Gruppo presieduto da Mario Caramella,
Executive Chef al Bali Hyatt di Bali in Indonesia, sono cuochi italiani
che lavorano all'estero in hotel o ristoranti importanti (da Buenos
Aires a Melbourne; da Sydney alla Polinesia francese; da Pechino a
Dubai; da Beirut a New York, etc) con figure professionali che spaziano
tra sous-chef, chef de cuisine, executive sous-chef, executive chef,
General Manager, F&B director, restaurant manager nonchè
proprietari e gestori di ristoranti.
Una realtà ampia e
diversificata che dal 2001, anno di costituzione del gruppo, è
impegnata a disegnare il futuro della cucina italiana all'estero. Un
futuro fatto di confronti on-line fra colleghi ma, soprattutto,
impegnati alla valorizzazione dei prodotti made in Italy e per una
cucina "vera" nella quale tradizione, tecnica e grandi materie prime
procedono di pari passo. Il Gvci ha svolto inoltre anche due Congressi
in Italia, a Parma e Torino.
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